eventi & mostre
  • archivio
CERCO UN COCCODRILLO
20/10/2018-30/11/2018

CERCO UN COCCODRILLO

 

Mi svegliai.

Un coccodrillo era in casa mia. Ne avevo paura.

Apriva la bocca e stava su due piedi, come un uomo.

Si muoveva goffamente. Cercava di avvicinarsi a noi.

Nessuno si fece male, ma continuava, cercando di avvicinarsi.

Ne ero infastidito. Ne avevo paura.

La finestra era aperta, lo spinsi, facendo in modo che sembrasse un incidente.

Spam! Cadde giù sul marciapiede.

Il suo corpo si divise in due parti, ed una luce cominciò a risplendere.

C’era soltanto la sua testa, che divenne piccola, ed uno strano cappello.

Stava volando, e tornò indietro a casa mia.

Ora poteva parlarci. Ma non sapeva che l’avessi spinto io.

L’avevo deturpato.

Aveva pensato, come tutti, che fosse stato un incidente.

Era molto triste. Stava piangendo, ricordando un periodo d’ oro quando il suo corpo era

grande e, muovendosi, poteva esprimerci appieno il suo amore.    

 

 

La mostra Cerco un coccodrillo vede insieme diverse posizioni artistiche. Punto d’incrocio è il personale modo che ogni artista ha nel sintetizzare la propria esperienza attraverso 

il proprio lavoro. Il linguaggio figurativo è uno dei sistemi attraverso i quali vengono integrate tra loro esperienze individuali e collettive, manifestando i diversi livelli di realtà

all’interno di un legame dialettico che unisce tra loro elementi che appartengono contemporaneamente alle tre sfere del percepito, del reale e dell’immaginario. 

 

Parte integrante della complessità di ogni opera è poi il modo in cui, ed in qual misura, essa partecipa alla dimensione storica. Ispirandosi alla realtà vissuta, l’artista procede ad un meccanismo intuitivo di selezione tra un continuo flusso fresco di input e sensazioni grezze trasmesse da un senso piuttosto che da un altro. L’interesse verso una serie di sensazioni non ne presuppone comunque una manifestazione all’interno dell’opera. 

 

L’arte è generatrice di oggetti e testimonia un particolare tipo di razionalità. Esiste un pensiero plastico, così come vi è un pensiero verbale o matematico, che non traduce o traspone modelli stabiliti o pensieri precedentemente formulati al di fuori dello stesso pensiero plastico. Naturalmente, “così come ogni uomo partecipa a molteplici e svariati livelli di civiltà, allo stesso modo ogni oggetto è coinvolto ad un tempo in molteplici categorie delle nostre attività”*. 

 

Il testo in versi Cerco un coccodrillo costituisce la trama di fondo della mostra. Come incipit, o come sguardo à rebours, esso apre un diorama di posizioni. L’identità dell’io narrante non ci è data sapere. Ciò mette in moto un possibile interesse verso quella che può essere l’identità di colui che si è svegliato e che si ritrova di fronte a qualcosa di nuovo, di inspiegabile, o di spaventoso. Il protagonista della scena potrebbe essere il visitatore, di fronte all’opera, o l’artista, attraverso uno sguardo introspettivo, alla costante ricerca di un’opera.

 

 

Testo di Alberto Finelli

 

 

 


* Pierre Francastel, Guardare il teatro (I. Arte e storia. Dimensione e misura delle civiltà), Milano – Udine, MIMESIS EDIZIONI, 2005 - 2012, pp. 38-39

 

 

 

 

 

I woke up.

A crocodile was in my house. I feared him.

He was opening his mouth while standing up on his feet, like a human.

He was lumbering. He tried to get close to us.

No one was getting hurt, but still he was trying to come close.

I was annoyed. I feared him.

The window was open, I pushed him, faking an accident.

Splat! He fell down on the sidewalk.

His body broke in two parts, and a light started shining.

There was only his head, which became little, with a strange hat on.

He was flying and came back up to my house.

Now he could talk to us. But he didn’ t know I pushed him.

I had disfigured him.

He thought, like everybody, that it was an accident.

He was extremely sad. He was crying, remembering a golden age when his body was complete

and moving, and he was able to fully express his love to us.

 

 

The exhibition Cerco un coccodrillo brings together different positions. Point of intersection is the personal way that each artist has in synthesizing his experience through his work. The figurative language is one of the systems through which individual and collective experiences are integrated. Different levels of reality are being expressed within a dialectical relationship of elements which simultaneously belong to the three spheres of the perceived, the real and the imaginary.

 

An integral part of the complexity of each artwork is the way in which, and to what extent, it participates in the historical dimension. Inspired by the lived reality, 

the artist proceeds to an intuitive mechanism of selection between a continuous fresh flow of raw inputs and sensations transmitted by one sense rather than another.  The interest in a series of sensations does not however presuppose its manifestation within the work. 

 

Art is a generator of objects and testifies a particular type of rationality. There is a plastic thinking, just as there is a verbal or mathematical thinking, which does not translate or transpose established models or thoughts previously formulated outside of the plastic thinking itself. Naturally, "just as every man participates in many different levels of civilization, in the same way every object is involved at once in multiple categories of our activities"*.

 

The text in verses Cerco un coccodrillo constitutes a background story for the exhibition. As an incipit, or as a backwards look, it opens to a diorama of positions. 

We do not know the identity of the narrative ego. This sets in motion a possible interest in the identity of the person who has awakened to find himself facing something new, inexplicable, or frightening. The protagonist of the scene could be the visitor in front of the artwork, or the artist himself, through an introspective look, in constant search for a work of art.

 

 

 


* Pierre Francastel, Guardare il teatro (I. Arte e storia. Dimensione e misura delle civiltà), Milano – Udine, MIMESIS EDIZIONI, 2005 - 2012, pp. 38-39

 

 

 

La mostra prosegue fino al 30 novembre 2018
Orario d'apertura: da martedì al sabato, ore 15.30 / 19.30

 

 

 

Cart Contemporary Art

Via Sirtori, 7

20900 Monza

tel/fax: 039.329101

www.galleriacart.com

 

 

 

Per i lavori di:

 

Kiki Smith, courtesy Galleria Raffaella Cortese, Milano

Claude Cortinovis, courtesy Gowen Contemporary, Ginevra

Yorgos Sapountzis, courtesy Barbara Gross Galerie, Monaco di Baviera